domenica 29 luglio 2012

Libri nervosi, smorfiosi e urlanti: una parata di scelte per la nostra estate.

Cosa ci porta a scegliere un libro?

 Nell’ultimo post prima della pausa estiva, è naturale pensarci.
Indecisi aspettiamo, la nostra mano si tende e subito ritorna al corpo, vuota, delusa, in mezzo alla moltitudine urlante di copertine, luminose e smorfiose, che tentano di accalappiarci; noi, che siamo entrati in una libreria alla ricerca del titolo da portare in viaggio o, visto il periodo, da portare semplicemente a casa, affinché quel viaggio ce lo renda possibile proprio quel libro e nessun altro. Noi, che ci siamo avventurati nel bel mezzo di una parata di libri, dritti sui loro dorsi, gelosi del loro piccolo spazio sullo scaffale, conquistato (sempre più spesso) dall’abilità dell’uomo di marketing di turno e non dalle pagine da cui quei libri sono sostenuti; noi, che li abbiamo visti moltiplicarsi, rabbiosi e agitati, come se volessero saltarci sulle spalle e spiegarci perché proprio non potevamo comprare i loro colleghi di parata; noi, che eravamo entrati con l’idea di sorprenderci e ora corrughiamo la fronte, già pronti a “ripiegare” su un classico che ci guiderà lontano in universo sicuro che conosciamo e amiamo, ma che oramai non ci potrà più sorprendere. Noi, che volevamo qualcosa di diverso, di nuovo, di destabilizzante e potente, persino qualcosa di “ben scritto”. Noi, che ben oltre tutti i presunti best seller, puntavano a un long seller, un libro con cui torturare i nostri figli e riuscire a litigare con i nostri amici.

Noi, che ora vorremmo essere in una biblioteca polverosa e indifferente ai nostri sospiri, perché la scelta sarebbe facile; noi, che proprio qui e ora, davanti a una classifica vendite settimanali che riesce ad avvicinare l’inavvicinabile (Camilleri a E. L. James, solo per fare un piccolo esempio) e a una moltitudine di voci che si accatastano sulle nostre spalle, supplicandoci di comprare, sapremo finalmente se verrà fuori il nostro coraggio e il tempo diverrà gommoso e maturo. Come un frutto cadrà allora a terra, con un suono sordo e si lascerà scordare; scoveremo il silenzio, forse in un anfratto dimenticato di libri sovrapposti e inizieremo a piluccare. Noi, che usciremo dalla libreria con un sacchetto troppo sottile per un carico così importante, comunque vada.


Comunicazione di servizio

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: anche imago2.0 andrà in vacanza nel mese di agosto. Riprenderemo i nostri post domenicali a partire dal 2 settembre.

1 commento:

  1. Vorrei essere nella biblioteca "indifferente", quella della seconda foto, con il lungo corridoio e un omino che cerca senza fretta.
    Luara

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