La mente di un giovane uomo secondo Carlo Carabba
La neve. Questo a prima vista, pardon lettura, può sembrare il protagonista del primo romanzo di Carlo Carabba Come un giovane uomo (edito da Marsilio). La neve dei primi ricordi dell’io narrante, legata a una storica imbiancata dei sette colli negli anni ’80 e quella che si ripete venti anni dopo, quando il protagonista di questo romanzo (a metà fra il mémoire autobiografico e il flusso di coscienza) si deve confrontare con la morte improvvisa di un’amica. Ma la neve è solo uno specchio che riflette il mondo, è la finestra da cui si affaccia Mrs. Dalloway per cercare se stessa, la nebbia attraverso cui deve farsi strada Ulisse per ritrovare la sua idea di Itaca. È il secondino che con il suo manto spesso e ovattato ostenta silenzio dove si cela ribollir di emozioni, costringendo l’io narrante (e con esso il lettore) a scavare nella propria mente alla ricerca di un senso al proprio viaggio. Ed è a poche badilate dall’inizio degli scavi, che scopriamo che la neve ha, fin dalle prim...