Il milanese, lo scoglio e la macchinetta del caffè da uno: Napoli secondo Antonio Pascale
Antonio Pascale è sul palco e inizia a raccontare . Un milanese è appena arrivato a Napoli e vestito di tutto punto, con il suo completo di cotone blu e la sua cravatta rossa a tinta unita, si concede un minuto di contemplazione del Castel dell’Ovo. In mare, poco distante dal castello, una barchetta a remi con il suo pescatore di rito lo aspetta. Per nulla indaffarato a cercare un pesce da tentare, il pescatore si è steso su un grande scoglio a prendere il sole in una giornata che il calendario insiste a dichiarar ottobre, ma Napoli accoglie come se fosse giugno. Il milanese non può resistere e si rivolge al pescatore. “Ehi, tu che fai lì senza far nulla?” E il pescatore, senza sottrarre il volto secco all’abbraccio del sole gli risponde: “Mi riposo.” Il milanese insorge, invitandolo a spingere a largo la sua barca e pescare, così da poter poi vendere il pesce al mercato e fare un po’ di soldi. Il pescatore si osserva la mano, mentre lambisce l’acqua sporca, eppure accogliente del gol...