Ian McEwan, l’intelligenza artificiale e la questione morale
Alla XXIII edizione del Festivaletteratura di Mantova siamo in tanti a partecipare all’incontro con Ian Mc Ewan dedicato alla stampa. La location è quanto mai sorprendente per discutere di un libro ( Machines like me , appena tradotto da Susanna Basso e pubblicato da Einaudi) che racconta di un triangolo fra un uomo, una donna e un robot. Per capire cosa ha spinto il grande romanziere britannico a confrontarsi con l’Intelligenza Artificiale e le sue implicazioni (morali, economiche, sociali e amorose), l’organizzazione del Festival ha scelto una sala che avrebbe fatto invidia a Tolkien. Con il suo lampadario in ferro battuto che si aggancia alle volte lignee con tanto di stemmi di cavalieri e un filare di sedie che sarebbero andate bene per circondare la tavola rotonda di re Artù. Eppure il contrasto fra location e tema del libro è solo apparente. Se infatti il romanzo di MC Ewan ci racconta di un 1982 alternativo in cui la Gran Bretagna ha perso la guerra delle Falkland ed Alan...