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Le asimmetrie di Lisa Halliday

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Il fato è un amo a cui l’uomo si appende volontariamente per sfuggire alle sue colpe. Cosa ci spinge durante una passeggiata al parco a sederci su una panchina che è già occupata da un uomo, invece di cercarne una tutta per noi, solo pochi passi più in là? E se quell’uomo iniziasse a parlare con noi, chiedendoci cosa stiamo leggendo e qual è il nostro punto di vista sulla scrittura e sull’amore? Resteremmo ad ascoltare incuriositi o scapperemmo via, troppo presi da noi stessi?  E davanti a questo bivio che ci pone Lisa Halliday con il suo primo romanzo Asimettria (edito da Feltrinelli - traduzione di Federica Aceto): una venticinquenne viene avvicinata da un uomo anziano che si scopre essere un famoso scrittore. Da lì, in poche pagine, oserei dire righe, inizia la loro relazione, descritta dalla Halliday in terza persona con una penna leggiadramente chirurgica, dai toni scanzonati, in cui sono soprattutto i dialoghi scoppiettanti alla Woody Allen (avevo in mente in p...

Nessuno, nemmeno la pioggia, ha così piccole mani

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Vi ricordate il film di Woody Allen Hannah and her sisters (Anna e le sue sorelle) ? Fu uno dei più grandi successi del poliedric-nevrotic-affubulator-genial regista, sceneggiatore e attore americano e raccontava la storia di tre sorelle nella Manhattan anni ’80 (il film è del 1986). Hannah, donna praticamente perfetta (“ È duro avere accanto una che dà tanto e ha bisogno di così poco".  Le dirà suo marito Elliott, scaricando sulla solidità e sicurezza della moglie la responsabilità del proprio tradimento), cerca di tenere insieme la sua famiglia, rispondendo alle richieste di tutti, per poi essere accusata di godere delle difficoltà altrui. Uno dei flussi narrativi è incentrato su Elliott che si invaghisce della sorella di Hannan: Lee, spirito libero e irrisolto. In uno dei suoi appostamenti per corteggiarla, Elliott si trova con Lee in una libreria di New York, di quelle che chi ama leggere spesso invidia alla New York alleniana, ossia una di quelle zeppe di libri fino...

Quando il contenitore diventa il contenuto, una passeggiata alla Saatchi Gallery

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Spazio e luce . Questa è la prima cosa che si ricorda della Saatchi Gallery a Londra. Bianca, silenziosa e immensa. Le opere d'arte? Sì, ricorderete qualcosa.., ma gli spazi... Penserete di essere stati catapultati sul set di un film di Woody Allen , magari nella galleria che  Chloe,   la moglie del protagonista di Match Point , ha "messo su" (anzi che il paparino le ha “messo su”) per occupare il tempo. Tutto sembrerà costruito per ridurre la giornata ad un piacevole diversivo fra una colazione servita sul portico e una prima a teatro. Gli spazi (infiniti), il rumore (assente), i visitatori (eccentricamente abbigliati e con taccuino sempre aperto fra le mani), le guide (tutte giovani, sorridenti e vestite di nero), pronte a scovare il seme della ribellione in un trittico di piastrelle marroni lasciate distrattamente (ma non così tanto) sul pavimento candido (anch’esso). Avrete subito la voglia di comprare una sciarpa azzurra di cotone egiziano e un taccuino ve...