La libertà di cercare l’orrore secondo Pietro Grossi
«L’orrore non sta nella consapevolezza della sua esistenza, ma nella sua capacità mimetica». In questa frase è racchiuso il gorgo in cui Pietro Grossi risucchierà i lettori con il suo nuovo romanzo ( Orrore - edito da Feltrinelli). Lo farà utilizzando la sua maestria nel bilanciare ritmo e indagine psicologica, forgiando una storia difficile da catalogare, sospesa fra il thriller psicologico e il romanzo di formazione (anzi di evoluzione). Abbiamo incontrato Pietro Grossi per entrare nelle viscere di una storia che, fin dalle prime pagine, vibra di una forte inquietudine, un’inquietudine che divora il protagonista e lo porta a seguire le tracce di un mistero. Siamo di fronte a una ricerca diversa da quella che abbiamo trovato ne II Passaggio (Feltrinelli - 2016), non solo per esiti, ma anche per morbosità. Il protagonista di questa storia sembra essere spinto dal desiderio di legittimare le sue ombre invece di reprimerle. Penso che questo romanzo rappresenti un...