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Una parola, un verso: ventinovesima - piluccare.

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Quando il giorno è troppo chiaro, anche a pochi passi dall'alba e le rondini troppo insistenti, nel silenzio frusciante che incolla le loro ali sopra la mia testa, si contorce in me un sentimento di angoscia che deve trovare la sua strada. Allora inizio a vagare davanti ai libri, che mi squadrano con disappunto, immersi nella loro parabola perfetta. Hanno la loro storia ed è completa e decisa e giusta. Con fastidio, mi trovo a piluccare dal mio grappolo di ansie e scelgo quella che meglio si adatta al libro che la mia mano nel frattempo già ha scelto, sorretta dalla paura che l'errore stia già chiudendo l'accesso ai suoi perché.  Riscopro così una minutissima gialla paura, racchiusa in 128 racconti, che sembran sospiri, ponti fatti di niente, di ultime parole che non sono speciali, rivelatorie o crudeli, eppure son lì, esistono ancora, mangiano le finte nostre certezze in un attimo quieto, così complesso da gestire.  La paura di non esser mai stato, si accomoda...