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La seconda classe di Hoda Barakat a Chiasso/Letteraria

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«Negli eventi di lingua italiana c’è meno certezza di conoscere già le risposte». Hoda Barakat Parola di Hoda Barakat , scrittrice libanese che dopo un periodo di grande partecipazione a eventi e dibattiti sul mondo arabo e sulle sue presunte caratteristiche, ha deciso di diradare le sue apparizioni in pubblico, soprattutto negli eventi letterari che si rincorrono in questo periodo sul rapporto fra Europa e Islam nella sua seconda patria: la Francia. In un’intervista con Stefano Montefiori su La Lettura , Hoda Barakat, che ha vissuto la guerra civile libanese e sui rapporti fra ragioni contrapposte ha scritto molti dei suoi romanzi, ci dice che gli scrittori e gli intellettuali francesi sembrano aver perso il loro ruolo. «I parigini che sono seduti ai tavoli dei bar e hanno paura di essere le prossime vittime di un attentato terroristico, come quello del 13 novembre scorso, hanno il diritto di aver paura. Ma l’intellettuale dovrebbe avere un atteggiamento o...

Scrittori non di best seller: come uscire da se stessi e sopravvivere

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Gli scrittori (di best seller e non) amano parlare di due cose: di se stessi e di se stessi attraverso le loro opere. Fin qui nulla di strano, già Leopardi nei suoi Pensieri (pubblicati postumi nel 1845) si lamentava di questa attitudine propria di molti suoi colleghi, tanto da prevedere l’apertura di un « ateneo di ascoltazione » dove, a qualunque ora del giorno e della notte, gli autori avrebbero potuto leggere le loro opere davanti a un gruppo di astanti selezionati fra gli autori stessi, visto che (e siamo agli inizi dell’Ottocento) i “comuni ascoltatori” non bastavano a rispondere alle esigenze dei troppi scrittori e del loro insaziabile ego.  A distanza di due secoli la situazione non è così diversa, l’alfabetizzazione di massa e un sistema socio-culturale basato sempre più sulla necessità di porre se stessi al centro dell’attenzione altrui (reale o virtuale poco importa) hanno fatto da moltiplicatore del fenomeno, lasciando invariato il risultato.  Gli scritto...

Scrittori: una forma di vita a rischio? Uno sguardo al mercato editoriale inglese.

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Chi si ricorda di Michael Dorsey? È un personaggio molto particolare di una storia molto particolare. Vi do un aiuto: era un attore ed era disoccupato. Erano i primi anni ’80 ed essere un attore a New York voleva dire essere senza lavoro. E non che mancasse di talento, Michael aveva solo l’abitudine di dire ai suoi registi cosa pensava e non era disposto a barattare ciò che credeva necessario per il suo pubblico con quello che gli dicevano che il pubblico desiderasse. E per dimostrarlo era pronto a tutto, anche a vestirsi da pomodoro in una pubblicità o da donna per interpretare una personalissima direttrice di ospedale in una soap opera. Con quei soldi avrebbe prodotto da solo la commedia che nessuno voleva produrre perché “ il pubblico ha solo bisogno di divertirsi ” come gli ricorda più volte il suo agente. Stiamo parlando del protagonista del film Tootsie di Sidney Pollack (1982) che dimostrò le sublimi doti da trasformista di un giovane Dustin Hoffman e aprì la strada a una ...

Siete mai stati alla Mondadori?

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Intendo la Mondadori editore e non la libreria Mondadori sotto casa. Io personalmente ho varcato i cancelli di quella strana struttura rettangolare sospesa sull'acqua alle porte dell’aeroporto di Linate, solo qualche giorno fa. E lì, con in mano il mio badge visitatore n.63915811, mentre fissavo perplesso e incantato gli archi di cemento svettanti su centinaia di finestre marroni silenziose, la sensazione che ho avuto era di trovarmi davanti a una delle creazioni di Gaudì (invece opera dell'architetto brasiliano Oscar Niemeyer, realizzata a metà degli anni ’70), sorprendendomi che dietro di me non vi fosse una folla di visitatori che volevano scoprire se, nell'acqua su cui questa costruzione sembra reggersi, ci siano anche i pesci  (e ci sono!). D'altronde i turisti vengono portati a visitare i centri commerciali come parco Leonardo a Roma, perché non dovrebbero venire a visitare la Mondadori, che indipendentemente da quello che si legge e si pensa, esiste d...

Di cosa parlano gli scrittori...fra di loro? Anche di rimborsi per lesa capacità.

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  Mi viene in mente una storiella ricordata da David Lipsky nel suo viaggio-intervista con David Foster Wallace, nel libro Come diventare se stessi (minimum fax 2011), in cui Lipsky racconta un fantomatico incontro fra Joyce e Proust . Joyce parlò per primo: «Ho gli occhi ridotti malissimo». E Proust di rimando: «Il mio povero stomaco, non so che fare! Anzi, devo andarmene subito». Ma Joyce non si arrese e lo superò: «Io seguirei il tuo esempio, se solo trovassi qualcuno che mi tiene sottobraccio». Il lettore si sarebbe aspettato chissà quali discorsi da due divinità della letteratura occidentale e invece ipocondriaci, egocentrici, pronti a tutto pur di attirare l’attenzione, su di sé naturalmente. Come direbbe Oscar Wilde « moderazione in tutto, a cominciare dalla moderazione stessa ». Moderazione che non ha ispirato Vincenzo Ostuni, editor di Emanuele Trevi, quando profondamente turbato (per usare un eufemismo) ha detto ciò che  ha detto (vedi post di imago del 15/07/201...

L’illuminazione? Siamo pronti, ma che sia lenta e duratura.

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Cosa spinge un uomo ad iniziare a scrivere? Perché privarsi di tante sezioni della propria vita pur di  rielaborare alcuni spiragli di quella altrui? Necessità di esprimere se stessi, volontà di richiamare l’attenzione dei lettori su uno specifico tema, voglia di notorietà, di essere al centro dell’attenzione senza esporsi fisicamente, ma “soltanto” mentalmente. Tutte risposte possibili e in parte giuste, ma in tempi in cui l’illuminazione, la folgorazione e l’impegno artistico sono così rari, perché ad essi seguono sempre anni di duro lavoro, si deve tentare di fare di più. Un articolo di Pierluigi Battista , apparso su LaLettura lo scorso 20 maggio, dava una interpretazione molto interessante del successo di pubblico dell’ultimo salone del libro di Torino, successo che sembrerebbe  mal  sposarsi con il calo delle vendite in Italia e l’emorragia di lettori davanti al quale i dati Nielsen sul primo trimestre 2012 ci ha messo di fronte. Battista sostiene che non sia ...