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Qualcosa è cambiato? Manie e speranze del libro italico

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Era lo scorso dicembre ed ero a Stratford Upon Avon, vorrei dire a percorrere i sentieri del bardo in occasione dei 400 anni dalla sua scomparsa, ma di fatto ero lì per discutere di interculturalità e dei suoi tanti vantaggi con persone che di lì a pochi mesi si sarebbero pronunciate sull’uscita dell’UK dall’Unione Europea, facendo della questione mera semantica. Ovviamente non si poteva lasciare il suolo britannico senza un giro fra le sue librerie. E lì, messo in bella mostra su una mensola di quercia, riconosco il nome stampato sulla copertina di un romanzo ( The story of lost child ) che raffigura paesaggi partenopei.  Avete indovinato, parliamo di Elena Ferrante che dopo essere diventata un caso in Italia, ha abilmente superato confini e fili spinati che oggi li presidiano, arrivando non solo in UK, dove il serio e composto Guardian si è esposto sui libri della Ferrante («You could spend your life rereading these books, and continually find new aspects of them to sp...