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La famiglia di David James Poissant è un lago profondo in cui è dolce affondare

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La scrittrice americana Natalie Goldberg sostiene che un autore degno di questo nome debba scrivere ‘fino alle ossa’ , dando alla carta il colore della propria consapevolezza.  Penso che sarebbe stata soddisfatta del lavoro di David James Poissant e del suo primo romanzo La casa sul lago (tradotto con perizia da Gioia Guerzoni ed edito da NNEditore , cui sarò sempre grato per aver portato in Italia Kent Haruf ), storia della famiglia Starling e del bisogno dei suoi membri di essere ascoltati, ascoltati davvero.  In un periodo come quello in cui stiamo vivendo, dove l’isolamento forzato e la separazione dal ‘resto del mondo’, anche solo attraverso un rettangolo davanti a naso e bocca, rischia di diventare la norma, il bisogno congenito di ascolto dell’essere umano pulsa come un mal di testa cronico sotto la nostra mascherina alla ricerca di una preda su cui scaricare le nostre frustrazioni, i nostri desideri infranti, la paura per quello che ancora deve accadere e il terrore p...

L'ultimo viaggio

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Immaginate di trovarvi su una piccola barca a remi, in una notte senza luna e senza stelle. Scorrete lenti sulle acque di un lago che ha le sembianze di un oceano di pece di cui non riuscite a mettere a fuoco i confini.  Non siete soli sulla barca, ma nessuno parla.  Intorno a voi c’è un silenzio assoluto, snervante. Avreste voglia di urlare, di immergere le braccia in acqua per vedere se è reale, ma non osate farlo. Respirate, prima piano, poi sempre più fragorosamente. Inspirate paura, espirate attesa. Non siete su una vera barca, ma state facendo un viaggio, nel reame più angusto dei vostri ricordi. È questo uno dei momenti più intensi del film L’ultimo viaggio , in cui il regista e sceneggiatore Nick Baker-Monteys ci dimostra quanto sia rischioso e semplice navigare liberamente fra ricordi e rimpianti, regalandoci dei personaggi vivi e meravigliosamente contraddittori.   Sulla sfondo della guerra civile ucraina del 2014, si dipana l’ultimo viaggio del b...

Eccomi. La ricerca della felicità secondo Jonathan Safran Foer

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Dopo undici anni di attesa è uscito a settembre in Italia (qualche giorno prima che in USA) il terzo romanzo di Jonathan Safran Foer: Eccomi. Urla, scalpiccii, mani che battono furiose. Le tavole del teatro milanese Franco Parenti rimbombano all’arrivo dell’autore in una delle tappe italiane del tour promozionale organizzato dal suo storico editore (Guanda), come se fossimo all’Albert Hall a Londra e non volessimo proprio lasciare andare l’orchestra che conosciamo e ci ha deliziati per ore. All’unisono battiamo un piede contro il legno del pavimento in un plotone di entusiasmo che sbriciola ogni resistenza. «Eccoci», sembriamo dire, mentre ci giriamo a osservare un uomo magro, ex ‘enfant prodige’ della letteratura statunitense, oggi scrittore maturo, che passa velocemente in mezzo a una piccola folla di lettori devoti, come se cercasse qualcosa in terra con quegli occhiali d’osso fin troppo tondi e non fosse ancora a suo agio con la barba (ma c’è ancora qualche uomo che...