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Visualizzazione dei post con l'etichetta immaginazione

L'arte del racconto di Richard Yates

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Avete mai raccontato una storia a un bambino? Di quattro o cinque anni, non così piccolo da essere ammaliato da qualsiasi voce che ripercorra le istruzioni per montare un mobile IKEA e non tanto grande da essere interconnesso a mondi vibranti e bippanti che lo sottrarranno alla vostra narrazione in pochi secondi.  Si metterà steso a pancia a terra, i piedi a fluttuare nell'aria, il collo allungato verso di voi, come quello di E.T., in attesa. Se la storia che avrete scelto sarà appena passabile, la sua immaginazione ipertrofica e affamata farà il resto, sganciandosi dal corpo e realizzando con voi quell'affinità elettiva che gli scrittori cercano con i loro lettori.  Con l'età adulta purtroppo l'immaginazione perde elasticità , lasciando spesso il suo posto alla razionalizzazione spinta , una sorta di ragionamento-ponte  fra noi e il mondo esterno che semplifica e banalizza ogni emozione provata o intercettata con l'obiettivo di farla rientrare in una delle classifi...

Henri Cartier-Bresson: Immagini e Parole

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Se non siete ancora del tutto assuefatti alla necessaria perfezione a cui il mondo delle immagini ci ha costretto,  se riuscite a fare una foto anche in bassa definizione, pur di non perdere l’emozione che c’è dietro, se per voi il colore non si valuta solo in megapixel e la luce non si misura solo attraverso il mirino di una reflex digitale, ma anche con gli occhi (vostri e di chi vi sta guardando), allora continuate a leggere questo post . Bene, per coloro che hanno deciso di proseguire questo viaggio, ecco apparire le sublimi sfumature che solo il bianco e nero a due dimensioni può offrire. Ecco l’opportunità per mettere in moto la vostra immaginazione. In questi giorni e fino al 6 maggio, potrete infatti iniziare a girovagare per Palazzo Incontro a Roma e osservare, leggere e trasformare le 44 fotografie (rigorosamente in bianco e nero) di Henri Cartier-Bresson in ciò che più vi aggrada. Vi avverto però che non sarete i primi, né tantomeno gli unici a provare q...

92 giorni di Larry Brown – Provare a salvare la verità, più che se stessi.

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Una sedia a dondolo vuota che si riposa e aspetta, riparata da uno dei tanti porticati di legno bianco di cui sono disseminati gli States. È questa l’immagine che l’editore Mattioli 1885 ha scelto per regalarci 92 giorni , un’opera di Larry Brown che è difficile definire, forse perché sembra essere stata trasferita sulla carta direttamente dall’anima dello scrittore, senza passare per i filtri della mente, senza sporcarsi delle paure che in essi risiedono, senza mediazione o ripensamenti. Il lettore sarà turbato e avvinto a questo flusso di parole, depurate di ogni orpello sintattico e di qualsiasi aspirazione a dimostrarsi migliore (tentazione in cui molti scrittori cadono). Si troverà probabilmente a sottolineare frasi non più lunghe di un rigo che spezzeranno il fiato, costringendo il lettore a confrontarsi con Leon Barlow (protagonista e alter ego dell’autore) e con la sua atroce sincerità. Leon Barlow è uno scrittore che non riesce a farsi pubblicare e racconta 92 giorni de...