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La famiglia di David James Poissant è un lago profondo in cui è dolce affondare

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La scrittrice americana Natalie Goldberg sostiene che un autore degno di questo nome debba scrivere ‘fino alle ossa’ , dando alla carta il colore della propria consapevolezza.  Penso che sarebbe stata soddisfatta del lavoro di David James Poissant e del suo primo romanzo La casa sul lago (tradotto con perizia da Gioia Guerzoni ed edito da NNEditore , cui sarò sempre grato per aver portato in Italia Kent Haruf ), storia della famiglia Starling e del bisogno dei suoi membri di essere ascoltati, ascoltati davvero.  In un periodo come quello in cui stiamo vivendo, dove l’isolamento forzato e la separazione dal ‘resto del mondo’, anche solo attraverso un rettangolo davanti a naso e bocca, rischia di diventare la norma, il bisogno congenito di ascolto dell’essere umano pulsa come un mal di testa cronico sotto la nostra mascherina alla ricerca di una preda su cui scaricare le nostre frustrazioni, i nostri desideri infranti, la paura per quello che ancora deve accadere e il terrore p...

Bennett e la necessità di essere come gli altri

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“ L’obbligo di allietare il nostro prossimo è sempre in agguato ”. È intorno a questa riflessione che si muove il romanzo autobiografico di Alan Bennett Una vita come le altre (Adelphi – traduzione di Mariagrazia Gini), in cui lo scrittore, attore e drammaturgo inglese, famoso per i suoi testi teatrali, trasformati spesso in film ( La pazzia di Re Giorgio ) o in acclamati successi nel West end e a Broadway (pensiamo per esempio a The history boys che gli fece vincere Tony e Lawrence Olivier awards), mette a nudo il rapporto che lo legava ai suoi genitori. Violinista costretto a fare il macellaio per mantenere la famiglia e casalinga affetta da depressione cronica, i genitori di Alan Bennett sembrano vivere nella costante ricerca di una versione di sé che possa soddisfare gli altri. Convinti che intorno a loro ci sia una maggioranza di famiglie capaci di parlare fra loro, ascoltarsi, condividere momenti di divertimento e di vita sociale cui loro non riescono ad attingere, i...

Tutte le famiglie sono psicotiche di Douglas Coupland

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La famiglia. Non riusciamo a liberarcene nemmeno da morti. Genitori, fratelli, mogli, mariti, figli e nipoti. Sono sempre lì a trotterellare intorno alla nostra anima, come se dovessero contenerla, circondarla perché non cresca troppo e fugga via. Osservano i nostri fallimenti e le nostre debolezze pronti ad additarle, giudicarle e ricordarle fino a che rimangano impresse nel diario familiare come tare del DNA cui è impossibile sottrarsi. Eppure, sotto le cicatrici e le rinunce che ogni famiglia impone ai suoi membri, c’è anche un piacere sottile e continuo, come una nota vuota che moltiplica i suoi quattro tempi all’infinito, un  ‘TA-A-A-A’ senza fine che ci ipnotizza e ci riempie, impedendoci di dimenticare  chi siamo, da dove veniamo e a cosa potremmo arrivare se solo avessimo un po’ più di coraggio.  Nelle   pieghe fra asfissia e piacere familiare scava il nido Douglas Coupland con il suo romano Tutte le famiglie sono psicotiche (ISBN edizioni - traduzione ...