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Il giusto protagonista: la scelta di Douglas Coupland

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Scrivere un romanzo epistolare ai nostri giorni sembra un’impresa impossibile. Questa forma narrativa ci fa pensare ai grandi romanzi del Settecento (penso a Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos) o del Novecento ( L’età dell’innocenza di Edith Wharton), per non parlare dei cartoni animati anni’80 come Lady Oscar . Immagineremo mani pallide e morbide, mentre, parzialmente coperte dal candido pizzo del polsino della camicia che sbuffa dalla giacca, sono impegnate a chiudere lettere scritte con la penna d’oca su carta spessa, per poi sigillare il tutto con ceralacca e fremiti da passione negata. Beh, non affezionatevi troppo a tale leggiadra amabilità e nemmeno a tali personaggi. Anche perché nel caso del libro di cui stiamo per parlare passione, vendetta e orgoglio non sono al centro della storia, bensì è l’incomunicabilità fra gli esseri umani a essere dimostrata, combattuta e attaccata dai personaggi creati da Douglas Coupland e dal suo Il ladro di g...