Le nostre anime di notte secondo Kent Haruf
Scrivere una storia è un’operazione suicida. L’anima dell’autore è su una piccola imbarcazione, di notte, al centro del più burrascoso degli oceani ( la trama ), compresso fra compagni di viaggio che sembrano essere stati messi al mondo solo per creargli problemi ( i personaggi ). All’orizzonte una serie di iceberg giganti che sta all'autore decidere di circumnavigare o evitare, dando vita al ritmo narrativo . Il Titanic insegna quanto sia difficile da prevedere la presenza di un iceberg, le sue dimensioni, la sua pericolosità o mobilità. Eppure è questo che fa uno scrittore. Quando arriva sulla sponda del lettore apparirà riposato e sorridente, come se avesse appena fatto la cosa più naturale del mondo. La storia che ha narrato non poteva andare che a quel modo, il verosimile è diventato vero più perfetto perché privo di tutte le noiose pause del reale e arricchito da colpi di coraggio e di viltà che il lettore vorrebbe far subito suoi. Una dimostrazione prat...