La voce del silenzio, soggiorno presso l’Hotel Silence di Audur Ava Olafsdottir
Vi è mai capitato di pensare al suicidio? E se sì, come lo fareste? Un salto nel vuoto, seduti in una macchina a respirare i gas di scappamento, in una vasca mentre dai vostri polsi la vita si diluisce? Jonas Ebeneser, il protagonista del romanzo Hotel Silence dell’autrice islandese Audur Ava Olafsdottir, vorrebbe farlo con un fucile come ha fatto Hemingway, perché, come lui, è arrivato alla conclusione che sia meglio « andarsene in un bagliore di luce, che avere il corpo consunto e vecchio e le illusioni disperse ». Sull’orlo dei cinquant’anni, con una ex moglie che lo ha sposato con un inganno e una madre che si è persa nei meandri della demenza senile, Jonas si sente solo, perso e inutile, così decide di lasciare l’Islanda per compiere il suo destino in un paese del mediterraneo appena uscito da una guerra. Ma se si può essere sicuri di non avere più nessun senso e che il mondo starebbe meglio senza di noi, questo non vuol dire automaticamente essere pronti a morire. È...