La quarta età di Vico
Chissà cosa avrebbe dedotto Giambattista Vico dagli ultimi avvenimenti che hanno toccato la biblioteca dei Girolamini , luogo che lui stesso contribuì a creare nel cuore di Napoli, quando suggerì ai padri oratoriani di ampliare la loro già ricca raccolta di testi sacri, acquistando (era il 1727) la biblioteca di Giuseppe Valletta. Certo non poteva immaginare che poco meno di trecento anni dopo, in una manciata di mesi, un uomo, che ha fra i suoi meriti quello di essere stato Console onorario in Congo (ruolo che deve essere diventato cruciale per essere nominato responsabile di una delle biblioteche di testi rari più importante d’Europa), potesse trasformare un prezioso gioiello per gli appassionati di libri antichi di tutto il mondo in un’accozzaglia di libri abbandonati e in rovina, preclusa agli occhi degli studiosi e dei lettori, un luogo in cui i libri stessi non si trovano più. 1.500 testi su un totale di circa 150.000 libri rari contenuti nella biblioteca dei Girolamin...