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una parola, un verso: trentatreesima - unico...figlio

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Cosa vuol dire essere figli unici? Essere unici perché “speciali” o unici  solo perché appartenenti a una determinata specie? Le opinioni in materia si sprecano e certamente in Italia prevale l’idea che essere figlio unico voglia dire essere viziato, solitario, silenzioso, supponente, introverso. E quest’ultima caratteristica soprattutto è vista con terrore dai genitori, un destino da evitare a qualunque costo, pur di rispettare l’equazione socialità = felicità che ci viene imposta fin dai primi sbilenchi passi nel mondo.  Equazione che si ribalta in altre equivalenze: silenzio/riflessione/pensiero/sensibilità = tristezza , da cui aggressività/chiasso/azione = felicità/intelligenza .  Piccole massime distillate parlando con genitori ansiosi. Sul tema dell’unicità, intesa come diversità, è incentrato il romanzo di Haruki Murakami , appena ripubblicato in Italia con Einaudi (ma edito nel 1992 in Giappone e la prima volta in Italia con Feltrinelli nel 2000) A...

Una parola, un verso: ventiseiesima – desiderio…altrui?

In un giorno che per antonomasia è dedicato ai desideri , da ritrovare, inattesi, sotto un albero o più profondi di quanto si potesse immaginare (spinti a forza dietro ai nostri occhi), gli altri (dal latino altĕr, ossia opposto, diverso, contrario) sono sempre e comunque “ qualcosa ” di lontano, di diverso, “ qualcosa ” che vuole essere ascoltato ma che noi non vogliamo ascoltare, perché ci sono i nostri desideri da inseguire, possedere, superare e sostituire con nuovi desideri in cui noi siamo sempre, inesorabilmente, al centro. E gli altri? Fanno lo stesso e aspettano e sperano che i loro desideri siano più veloci e rapaci dei nostri, per riuscire a strattonarli e magari a farli propri, in una corsa al possesso che ci assorbe e ci sgretola, impedendoci, obbligandoci a non fermarci a guardare, ad ascoltare questi maledetti altri che insistono a seguirci dappertutto senza mai parlare. Muovono la bocca, emettono dei suoni muti e noi con loro, ma dove finiscono? Sotto i pie...