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Visualizzazione dei post con l'etichetta film

Don't stop me now

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Si può essere invidiosi di due gatti? Sì, se appartengono a Freddie Mercury e non solo per le suite private che a loro erano riservata nella magione di Garden Lodge dove il solista dei Queen viveva, ma soprattutto perché hanno avuto libero accesso alla vita e alla voce di uno dei fenomeni vocali del XX Secolo. È proprio dai gatti che prende le mosse Bohemian Rhapsody il film di Brian Singer uscito da qualche settimana sugli schermi per narrare la parabola di Freddie Mercury. Quindici anni, dal suo lavoro al sevizio restituzione bagagli dell'aeroporto di Heathrow nel 1970 fino a quei venti minuti sul palco del LiveAid dell'estate del 1985, con cui la voce solista dei Queen entrò nella storia del rock, facendo anche infuriare Elton John che si rese conto che quel paki-guy (Mercury veniva spesso identificato come pachistano anche se era nato a Zanzibar) gli aveva rubato la scena.  Il film offre allo spettatore l'immagine di un Mercury in eterno conflitto con se ste...

Una famiglia da non perdere di vista

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Una donna anziana con i capelli lunghi raccolti in uno chignon malandato è seduta su un letto di fortuna. Un tatami dal colore indefinito su un pavimento di stuoie che sembrano avere più anni di lei. Il collo è incassato nelle spalle, gli occhi bassi a guidare le dita che stringono l’ago con cui deve riparare una pila di vestiti che le fanno da coperta. Ogni tanto solleva lo sguardo, il corpo rimane concentrato sul suo compito, e gli occhi stretti e vivaci scandagliano la stanza. Intorno a lei pareti marroncine di cui si percepisce a stento la presenza, sommerse come sono da ogni genere di oggetti, accumulati non per necessità o desiderio ossessivo, ma perché non hanno ancora trovato un posto dove andare.  Lo stesso accade per le persone che la circondano, Nei pochi varchi lasciati liberi dagli oggetti, adulti e bambini sorgono attorno alla donna come un grumo di udon freddi conditi con troppa salsa di soia, per cui non basterebbe il più esperto manovratore di bacchette a di...

A ciascuno il suo punto di osservazione delle stelle

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Viviamo tutti immersi nel fango, ma alcuni di noi guardano le stelle. Questo, fra i preziosi aforismi di Oscar Wilde, è il fulcro da cui parte Todd Haynes per costruire la ‘sua’ stanza delle meraviglie (il film Wonderstruck , in italiano appunto La stanza delle meraviglie, presentato a Cannes nel 2017 e uscito solo adesso nelle nostre sale), convinto che solo guardando a cosa succede lontano da noi possiamo provare a capire cosa accade intorno a noi.  Il regista di Lontano dal paradiso , parte dal libro omonimo di Brian Selznick (autore di Hugo Cabret , da cui Scorsese ha tratto un film nel 2011) per raccontare la storia di due bambini che si trovano a compiere un viaggio in solitaria verso New York a distanza di cinquant’anni l’uno dall’altro (Rose negli anni ’20 e Ben negli anni ’70). Entrambi sono alla ricerca di un mondo diverso da quello in cui vivono, un mondo in cui Rose ha una madre che le vuole bene e non l’ha abbandonata per fare l’attrice a New York e in ...

L'ultimo viaggio

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Immaginate di trovarvi su una piccola barca a remi, in una notte senza luna e senza stelle. Scorrete lenti sulle acque di un lago che ha le sembianze di un oceano di pece di cui non riuscite a mettere a fuoco i confini.  Non siete soli sulla barca, ma nessuno parla.  Intorno a voi c’è un silenzio assoluto, snervante. Avreste voglia di urlare, di immergere le braccia in acqua per vedere se è reale, ma non osate farlo. Respirate, prima piano, poi sempre più fragorosamente. Inspirate paura, espirate attesa. Non siete su una vera barca, ma state facendo un viaggio, nel reame più angusto dei vostri ricordi. È questo uno dei momenti più intensi del film L’ultimo viaggio , in cui il regista e sceneggiatore Nick Baker-Monteys ci dimostra quanto sia rischioso e semplice navigare liberamente fra ricordi e rimpianti, regalandoci dei personaggi vivi e meravigliosamente contraddittori.   Sulla sfondo della guerra civile ucraina del 2014, si dipana l’ultimo viaggio del b...

Palindromi temporali

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Un palindromo è una parola o una frase che si può leggere sia da sinistra verso destra sia da destra verso sinistra. ‘Anna’, ‘Otto’, ‘Ossesso’, ma anche intere frasi o scioglilingua a partire dai latini: ‘In girum imus nocte et consumimur igni”. Palindromo deriva dal greco antico: palindromos , ossia che corre all'indietro, composto di ‘palin’ (di nuovo, all'indietro), e ‘dramein’ (correre). Guardando Arrival il film di Denis Villeneuve , enfant prodige del cinema franco-canadese e regista del sequel di Blade Runner , ci rendiamo subito conto di trovarci di fronte a un palindromo che non si limita alle parole, ma assorbe e ingloba l’intero flusso temporale della storia narrata, sfidandoci a percorrerla in tutti sensi che osiamo scoprire fra le micro fratture delle trama. Dodici navi aliene di pietra nera sono in sospensione su luoghi che non hanno nulla in comune fra loro, aspettando che gli esseri umani si avvicinino e riescano a comprendere qual è il messagg...

La ricetta di Naomi Kawase per respirare ogni attimo che ci passa accanto

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Molti ottimi film nascono da un eccezionale libro. Non abbiamo ancora avuto la possibilità di leggere An di Durian Sukegawa, ma il successo del film omonimo tratto dal romanzo di questo autore, all’ultimo Cannes prima e al Toronto Film Festival poi, potrebbe spingere (e ce lo auguriamo) anche un editore italiano a seguire le orme del collega francese Albin Michel (la storica e ricercata casa editrice che pubblica fra gli altri i romanzi di Amélie Nothomb ), traducendo dal giapponese la storia della signora Toku.  Di sicuro la regista Naomi Kawase il libro lo ha letto e ne è rimasta folgorata, trasformandolo in un film uscito da poco nelle nostre sale con il titolo di Le ricette della signora Toku. Ogni gesto dei suoi personaggi sembra in bilico su un burrone di sensi che si muovono nella storia sotto un tappeto di petali di ciliegio. Passeggiarvi sopra sembra facile e dolce, ma l’essere umano ha imparato a ricoprire il dolore di strati di ‘presentabilità' per gli occhi estern...

Cosa fa di un grande romanzo un magnifico film? Uno sceneggiatore di fronte alla montagna Thomas Pynchon.

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Basta un grande romanzo a fare un magnifico film? Certamente no e le varie trasposizioni cinematografiche o televisive di classici come Guerra e Pace, Ragione Sentimento , Lolita , Oliver Twist , fino all’abusatissimo Amleto shakespeariano dimostrano che sebbene la storia narrata possa riverberare sul film la passione di milioni di lettori, sono proprio questi ultimi i giudici più severi della pellicola ispirata al loro romanzo del cuore.  Paul Thomas Anderson Per evitare quest’effetto gli sceneggiatori seguono due vie . Possono appiattirsi sulla narrazione del romanzo, garantendo la massima precisione nella trasposizione dell’opera , che viene trattata dallo sceneggiatore come una reliquia, convinto che sarà quella devozione la chiave per assicurarsi il placet degli spettatori-lettori. Oppure riconoscendone il valore e la grande potenza narrativa, possono usarla come fonte d’ispirazione per la loro versione dei fatti .  Questa seconda via è la più rischiosa pe...

Regole e sensi di colpa: la ricetta di Neil Jordan.

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Quanto pensate di conoscervi? Ossia siete in grado di capire se c’è un punto oltre il quale non andreste in una relazione, in un’amicizia, in una malattia o in una perdita? Il sistema sociale in cui ci muoviamo impone molte regole, ma siamo noi a decidere ogni volta se rispettarle. Per imprinting familiare, culturale, sessuale, tendiamo però a muoverci in automatico nella maggior parte delle situazioni e decisioni, fino a che qualcosa d’inatteso accade e inceppa il sistema. Nella maggior parte dei casi l’essere umano, superato l’attimo di sbandamento, torna nella propria zona di comfort, sentendosi al comando del proprio joystick emozionale che in realtà va sempre nella stessa direzione: quella delle regole che ha scelto o che lo hanno scelto. Qualche volta però il punto di vista s’inverte e allora possiamo assistere a una trasformazione di noi stessi, immediata (perché si è consumata dentro di noi per anni) e scandalosa (perché lontana dal sistema di regole che abbiamo utilizzat...

Nessuno, nemmeno la pioggia, ha così piccole mani

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Vi ricordate il film di Woody Allen Hannah and her sisters (Anna e le sue sorelle) ? Fu uno dei più grandi successi del poliedric-nevrotic-affubulator-genial regista, sceneggiatore e attore americano e raccontava la storia di tre sorelle nella Manhattan anni ’80 (il film è del 1986). Hannah, donna praticamente perfetta (“ È duro avere accanto una che dà tanto e ha bisogno di così poco".  Le dirà suo marito Elliott, scaricando sulla solidità e sicurezza della moglie la responsabilità del proprio tradimento), cerca di tenere insieme la sua famiglia, rispondendo alle richieste di tutti, per poi essere accusata di godere delle difficoltà altrui. Uno dei flussi narrativi è incentrato su Elliott che si invaghisce della sorella di Hannan: Lee, spirito libero e irrisolto. In uno dei suoi appostamenti per corteggiarla, Elliott si trova con Lee in una libreria di New York, di quelle che chi ama leggere spesso invidia alla New York alleniana, ossia una di quelle zeppe di libri fino...

Parole, parole, parole...di un Maestro.

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Parole, parole, parole , non come quelle della canzone di Mina e Alberto Lupo, ma più acuminate e didascaliche e perfette, quelle con cui Lancaster Dodd (interpretato da Philip Seymour Hoffman ) inizia a invadere con il suo “procedimento” la testa dello spettatore durante i 137 minuti del film The Master di Paul Thomas Anderson (regista e sceneggiatore di film come Boogie Nights, Magnolia e Il Petroliere ). Parole che non risparmiano certezza, parole che s’infrangono sui dubbi di cui ognuno di noi è ricolmo per fare piazza pulita, per mettere ogni cosa al proprio posto, per privarci del fastidio di chiederci se ciò che è o è stato o sarà lo abbiamo effettivamente vissuto, lo viviamo o lo vivremo. Tutte domande che non si devono porre , che non hanno senso, se si sono lette con attenzione le migliaia di pagine del primo e del secondo libro della “ Causa ” che la mente di Dodd ha partorito. Pagine ricche di certezze e contraddizioni, messe lì come test, per provare la...

Il santo del giorno? Tra i libri.

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Oggi domenica 28 ottobre il Santo del giorno è...un attimo prego...ecco, sono già in difficoltà, cosa direbbe Guido , l'immaginifico e puro personaggio dell'ultimo film di Paolo Virzì ( Tutti i santi giorni ), davanti a questa mia incertezza? Citerebbe sicuramente il motto latino più adatto alla situazione, liberandomi in un attimo del senso di colpa e donandomi al contempo la vista sulla sua smisurata conoscenza e amore per i testi antichi.  Il problema di questo 28 ottobre è che i Santi del giorno sono più di uno. Ci credereste? Che dite, viene fuori la mia scarsa frequentazione della chiesa? In ogni caso oggi si festeggia San Simone apostolo , conosciuto anche come il Cananeo (Vangelo di Marco) o lo Zelota (Vangelo di Luca), ma anche San Giuda (non l'iscariota, ma l'altro). Guido sveglia ogni mattina la sua Antonia , illuminandola sul periodo in cui è vissuto il Santo in questione, magari aggiungendo qualche dotta curiosità, che ha per lo più lo scopo di las...

Weekend di Andrew Haigh al Festival del Cinema di Roma

Non sappiamo dove siamo, né dove finiremo. Non sappiamo cosa riusciremo davvero a guardare, ad ascoltare o a metabolizzare di questo film attorcigliato intorno a un weekend apparentemente inconsistente e troppo rapido; come quelli che spesso ci troviamo a percorrere nervosi e consapevoli del lunedì che incombe e del tempo che preme per viverci senza che la nostra volontà sia presa in considerazione. Fin dal titolo di questo film di Andrew Haigh ( WEEKEND  appunto ), imposto allo spettatore con una barriera di lettere bianche che campeggiano sui primi fotogrammi di una periferia inglese alla fine di un venerdì qualunque, lo spettatore comprende che il regista gli sta aprendo un varco su un territorio così vicino a lui da essere spesso trascurabile o meglio invisibile, uno spazio che lo spettatore potrà visitare, ma che non starà a lui giudicare e forse neanche capire del tutto. Ciò che è probabile è che se avrete avuto la fortuna e l’azzardo di trovarvi a tu per tu, anzi a tu per l...