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Tutte le famiglie sono psicotiche di Douglas Coupland

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La famiglia. Non riusciamo a liberarcene nemmeno da morti. Genitori, fratelli, mogli, mariti, figli e nipoti. Sono sempre lì a trotterellare intorno alla nostra anima, come se dovessero contenerla, circondarla perché non cresca troppo e fugga via. Osservano i nostri fallimenti e le nostre debolezze pronti ad additarle, giudicarle e ricordarle fino a che rimangano impresse nel diario familiare come tare del DNA cui è impossibile sottrarsi. Eppure, sotto le cicatrici e le rinunce che ogni famiglia impone ai suoi membri, c’è anche un piacere sottile e continuo, come una nota vuota che moltiplica i suoi quattro tempi all’infinito, un  ‘TA-A-A-A’ senza fine che ci ipnotizza e ci riempie, impedendoci di dimenticare  chi siamo, da dove veniamo e a cosa potremmo arrivare se solo avessimo un po’ più di coraggio.  Nelle   pieghe fra asfissia e piacere familiare scava il nido Douglas Coupland con il suo romano Tutte le famiglie sono psicotiche (ISBN edizioni - traduzione ...

Chat su WhatsApp? Una copia di un romanzo epistolare, parola di Choderlos de Laclos

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La vita mette assieme particolari costantemente connessi o forse siamo noi a cercare in essi una connessione per dimostrare che la nostra esistenza abbia un senso.  Giovedì sera scorrevo la versione on line del Guardian e i miei occhi da talpa testarda hanno messo a fuoco un articolo su Douglas Coupland (scrittore canadese divenuto famoso per il romanzo Generazione X) che, intervenendo al Konica Minolta’s Spotlight a Berlino, ha raccontato la sua idea sul mondo del lavoro di oggi e di domani, affermando che presente e futuro sono la stessa cosa , poiché la linea che li divide è ormai scomparsa.  Il tema dell’incontro era il superamento del ‘barbarico’ «nine to five», ossia dell’orario di lavoro fisso (dalle 9 alle 5), spostandosi sempre più verso una giornata in cui momenti lavorativi e momenti di piacere saranno alternati e interconnessi, servendosi di quello che lo scrittore canadese definisce un «internet brain». Un cervello internet che ci permetterà, grazie ...

Scrittori tecnomani che temono il presente. White, Coupland e DeLillo a confronto.

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Edmund White  (romanziere, critico, nonché autore di una famosa biografia su  Jean Genet ) oggi insegna scrittura creativa a Princeton e, intervistato da  S erena Danna su  La Lettura   in occasione del  premio letterario Gregor Von Rezzori 2014 , ci dice che  i suoi studenti sono pronti a scrivere su tutto, tranne che sulla contemporaneità , sulla realtà  che li circonda e sul sistema economico e sociale che la controlla. Se devono parlare di un loro trauma personale o della loro vita sessuale non battono ciglio, ma se si chiede loro  un’analisi sulla conflittualità sociale  in cui sono immersi  si ritraggono.  Sono diventati più precisi e stringati nella scrittura  rispetto a chi li ha preceduti , g razie anche all’effetto che la tecnologia ha avuto sulle loro dinamiche sociali :  se devi stare nei 140 caratteri di twitter ,  riuscendo comunque ad attirare l’attenzione, devi anda re subito al cuore del prob...

Il giusto protagonista: la scelta di Douglas Coupland

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Scrivere un romanzo epistolare ai nostri giorni sembra un’impresa impossibile. Questa forma narrativa ci fa pensare ai grandi romanzi del Settecento (penso a Le relazioni pericolose di Choderlos de Laclos) o del Novecento ( L’età dell’innocenza di Edith Wharton), per non parlare dei cartoni animati anni’80 come Lady Oscar . Immagineremo mani pallide e morbide, mentre, parzialmente coperte dal candido pizzo del polsino della camicia che sbuffa dalla giacca, sono impegnate a chiudere lettere scritte con la penna d’oca su carta spessa, per poi sigillare il tutto con ceralacca e fremiti da passione negata. Beh, non affezionatevi troppo a tale leggiadra amabilità e nemmeno a tali personaggi. Anche perché nel caso del libro di cui stiamo per parlare passione, vendetta e orgoglio non sono al centro della storia, bensì è l’incomunicabilità fra gli esseri umani a essere dimostrata, combattuta e attaccata dai personaggi creati da Douglas Coupland e dal suo Il ladro di g...