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Di cosa parlano gli scrittori...fra di loro? Anche di rimborsi per lesa capacità.

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  Mi viene in mente una storiella ricordata da David Lipsky nel suo viaggio-intervista con David Foster Wallace, nel libro Come diventare se stessi (minimum fax 2011), in cui Lipsky racconta un fantomatico incontro fra Joyce e Proust . Joyce parlò per primo: «Ho gli occhi ridotti malissimo». E Proust di rimando: «Il mio povero stomaco, non so che fare! Anzi, devo andarmene subito». Ma Joyce non si arrese e lo superò: «Io seguirei il tuo esempio, se solo trovassi qualcuno che mi tiene sottobraccio». Il lettore si sarebbe aspettato chissà quali discorsi da due divinità della letteratura occidentale e invece ipocondriaci, egocentrici, pronti a tutto pur di attirare l’attenzione, su di sé naturalmente. Come direbbe Oscar Wilde « moderazione in tutto, a cominciare dalla moderazione stessa ». Moderazione che non ha ispirato Vincenzo Ostuni, editor di Emanuele Trevi, quando profondamente turbato (per usare un eufemismo) ha detto ciò che  ha detto (vedi post di imago del 15/07/201...

La letteratura del Silenzio secondo Di Stefano

Il silenzio . Vuoto assoluto dell’anima o sussurro che albeggia dentro e stacca i pensieri, pesanti grappoli di progetti inascoltati? Domenica scorsa su La Lettura nuovo e interessante progetto de Il Corriere della Sera di cui abbiamo già parlato nel post del 20 novembre scorso  è apparso un articolo di Paolo Di Stefano che ha il sapore delle piccole cose di grande spessore. Non è un’esperienza nuova per l’autore quella di rovistare nelle sue ampie bisacce letterarie alla ricerca di un inconsueto punto di giunzione fra autori apparentemente molto diversi. Ma è nella diversità che sta la forza del lavoro di Di Stefano, che non si ferma alla prima forma della parola che incontra nel suo cammino di lettore, ma scende di livello, sottotraccia, ancora e ancora, regalandoci delle angolazioni particolarmente precise e a volte del tutto inaspettate su autori come Beckett, Mailer o Proust. Leggere Di Stefano è sempre un piacere. Per gli occhi , che scorrono veloci su parole acu...