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Uomini e Donne non possono essere amici...ma un pò di strada ne hanno fatta, anche grazie a Nora Ephron.

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Grazie a lei sappiamo che “ uomini e donne non possono essere amici ”, che non esistono problemi gravi, se si è visto abbastanza volte il Padrino e si è disposti ad “ andare ai materassi ”, che il tradimento è una continua verifica dell’amore o un’ottima scusa per evitarlo. Insomma Nora Ephron ha spiegato l’uomo alle donne e le donne agli uomini, facendoli ritornare mirabilmente al punto di partenza, ma con una nutrita raccolta di battute da sfoggiare e la consapevolezza che ogni donna era capace di simulare la madre di tutti gli orgasmi, mentre mangiava un’insalata scondita. Quante volte avremo visto Harry ti presento Sally (titolo originale: When Harry Met Sally...   film del 1989 diretto da Rob Reiner , e scritto da Nora Ephron ) ? Le do nne per tentare di spiegare se stesse ai loro uomini, e gli uomini facendo finta di esservi costretti, ma con il sottile piacere di entrare in un universo sconosciuto, quello della coppia (quella che parla però). Fin dall'inizio o...

Voglia di fuga? Provate con Puskin

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Circa duecento anni ci separano da Aleksandr Sergeevič Puskin , una sorta di Byron in versione russa, un uomo la cui vita romantica e spericolata, fu seguita con grande interesse dai suoi contemporanei (spesso più per le sue prese di posizione – reali o presunte - che per le sue opere letterarie).  Poeta, eroe, fuggitivo, eccessivo e convulso . Fa della fuga una forma d’arte. Dalla sua famiglia, dai suoi presunti doveri, dall'osservanza delle regole, dalla fuga stessa, infine, che ritiene inutile, tanto da sposare (o far finta di sposare) la responsabilità di una vita borghese, di un matrimonio. Eppure sarà proprio il suo amore per la fuga a portare Puskin ad abbandonare Mosca nel 1830 e a scappare a Boldino, con la scusa o l’opportunità della peste, rinchiudendosi in quel sublime stato di solitudine che gli permetterà di scrivere molte delle sue opere più interessanti. Tra queste le sue PiccoleTragedie (trad. di Serena Vitale – Rizzoli 2008), raccolta scoperta da ...

Primavera digitale e mentale? Cento vasche al XXV Salone del libro di Torino.

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State fissando il soffitto. Cemento, rotaie di cemento. Pulite, silenziose, attonite. Non avrebbero certo pensato di vedere al posto di ordinate e usuranti catene di montaggio un nugolo di cavallette impazzite, che si affanna a guardare, ascoltare, piluccare emozioni inconsuete in mezzo ad un mare di carta impilata, illuminata, spolverata e sconsolata. Atterriti i libri si uniranno alle travi di cemento de Il lingotto di Torino , domandandosi il perché di tanto frastuono. Undici mesi e mezzo di totale noncuranza e poi tutti qui a toccare lo strano oggetto di colla e carta che racchiude in sé mirabili segreti.  La maggior parte degli sguardi è di sospetto. Correranno, sì correranno, sguardi e orecchie, presi dall’ansia del tempo (poco) e delle cose da vedere e sentire (troppe) e inizieranno a spostarsi dal bianco assoluto di Einaudi, al rosso aggressivo di Feltrinelli, dall’azzurro dissacrante di minimumfax al giallo assorbente di IBS, dove la “ primavera digitale ”, sottotitol...