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Route 2018

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L'ultimo post dell'anno. Momento di bilanci. Le storie che abbiamo condiviso sono diventate il codice morse, la linea intermittente che ci ha guidato fra le nebbie della tortuosa (almeno per me) route 2018. Alcune curve ci hanno portato fuori strada e altre ci hanno fatto scoprire inattese delizie per il nostro palato mentale.  Mi fa piacere ripercorrerne alcune insieme: gennaio : Il giovane robot di Sakumoto Yosuke, storia di Tezaki Rei e della  sua abilità di funambolo delle emozioni, pronto ad esplorare mondi paralleli che solo lui può vedere, pur di non avere contatti con gli 'umani'. Innovativo. febbraio :   Il fosso  di Herman Koch, corsa sulle montagne russe dei ricordi dall'autore de La cena che  ci offre uno spaccato del mondo politico tristemente attuale. Profetico. marzo : Danze di guerra di Sherman Alexie,  raccolta di poesie, riflessioni e racconti, con la quale  l'autore   ci fa entrare nel suo mondo ...

Odore di casa

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Ci sono pochi luoghi al mondo in cui sentirsi davvero a casa. Posti in cui ogni cosa che vedete, odorate, toccate vi fa sentire al sicuro. Ebbene quel posto per me ha pareti di carta e personaggi di inchiostro e si chiama biblioteca. Che sia una piccola e indipendente arroccata su ripiani Ikea o una immensa e autoreferenziale disposta su spessi scaffali di quercia, trovarmici di fronte mi instilla quella speciale euforia che vedo in mio figlio di quattro anni quando corre libero in un LEGO store. Non è tanto per ciò che potrà fare davvero suo, quanto per la promessa di meraviglia infinita che quel luogo regala. Lo vedo scorrazzare beato fra scaffali e teche a velocità crescente, come se le gambe fossero in gara con gli occhi per incamerare il maggior numero di emozioni che solo quel luogo può offrire.  Allo stesso modo io corro con le dita a sfiorare i dorsi che si spingono gli uni con gli altri sugli scaffali (ne sono sicuro) pur di essere scelti e riportati alla vi...

Cosa sono i corsi di scrittura creativa

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Cosa sono i corsi di scrittura creativa? Seminari, laboratori, stage, story telling, full immersion, writing coaching: chissà cosa avrebbe pensato Giuseppe Pontiggia (scrittore, critico letterario e inventore dei primi corsi di scrittura creativa in Italia) di questo proliferare di etichette linguistiche volte a trasformare in una somma algebrica di strumenti (creativi e non) l’idea romantica dello scrittore ottocentesco? Mi riferisco all’autore illuminato dal sacro fervore dell’arte che, sotto una pioggia battente, osserva, dall’alto di una rupe, l’oscurità compressa fra cielo e oceano in cerca dell’idea perfetta per il suo romanzo. Forse Pontiggia avrebbe detto che era giunto il momento di spingere giù dalla suddetta rupe lo scrittore in questione , in modo che inizi a osservare la vita che gli scorre attorno e il lettore che la vive e che vorrebbe poi rileggerla più grande, migliore, ma comunque sua. È questo che oggi cercano di fare i corsi di scrittura creativa. Giusep...

Studiare i classici

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Studiare, o anche solo leggere i classici. Scrittori di best seller e non , editor, i vostri insegnanti, persino la vostra mamma ve l’avrà suggerito, spegnendo l’entusiasmo per un libro che avevate appena finito di leggere, perché flebile imitazione di un “classico”. Ma cos’è esattamente un classico? E la definizione rimane costante nel tempo? Dostoevskij, Tolstoj, Flaubert, Zola, Dickens, Wilde, solo per citare alcuni fra i più (ri)conosciuti autori di classici dell’Ottocento che hanno ispirato intere generazioni di scrittori e lettori. Spiegati, analizzati, misurati, citati, plagiati, ammirati e invidiati, a loro volta si sono ispirati a chi li ha preceduti. Cosa sarebbero stati questi autori senza Shakespeare o tornando ancor più indietro Ovidio, Lucrezio, Terenzio, Omero? Giacomo Leopardi durante il suo viaggio a Roma, città che non amò e in cui si sentì più estraneo del solito, si lamentava dell’ignoranza degli artisti locali che non avevano una conoscenza approfondita ...

La biblioteca infinita è in mostra al Colosseo.

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Una biblioteca infinita è sempre stato il mio sogno. Legno bianco e luce tagliente, che svegli la mente, che sproni la ricerca del prossimo titolo, che faccia correre lo sguardo su lunghe distanze, spezzando il fiato per l’emozione di un’interminabile sequenza di esperienze che è lì, pronta a scoppiarti dentro.   Nel mio visionario amore per la lettura e per il libro, non avevo mai pensato al papiro. Era questo il “supporto” che gli antichi utilizzavano per far trascrivere i testi che decidevano di consegnare ai loro discendenti.  Un supporto lungo fino a 10 metri, da srotolare con entrambe le mani, visto il relativo ingombro, per poter leggere, in piedi,  le riflessioni di un filosofo epicureo. A questi supporti, denominati dai romani volumnia, e ai luoghi dove erano conservati è dedicata una mostra ospitata all’interno degli ambulacri del Colosseo , incentrata proprio sul ruolo delle biblioteche durante l’impero.  Perché se Plinio il Vecchio dava una defi...

Scuole di lettura: I Piccoli Maestri e gli ombrelli rotti.

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Cominciamo dalla pioggia. Fitta e pesante, ci ronza tutt’intorno, non è fatta d’acqua ma di pensieri che nessuno vorrebbe incontrare. È notte. In uno studio ci sono due ragazzi, uno è alla scrivania e sta leggendo: una lista. L’altro è steso su un divano in penombra, con un libro aperto sul petto. Il ronzio aumenta e bisogna parlare. La lista è di persone da giustiziare, siamo nel 1943 e una parte dell’Italia è pronta a fare giustizia dei fascisti e di tutti coloro che li hanno appoggiati. Tutto sembra scontato, necessario e quindi giusto (come ci ricorda  Erika Mann  spesso « giustizia è ciò che serve alla nostra causa »). Chi ha scelto il fascismo deve morire, tanto che anche Marietto, uno dei personaggi del romanzo  I Piccoli Maestri  di Meneghello (e poi del  film omonimo che Daniele Lucchetti  ha realizzato nel 1997) ha già stilato la sua brava lista ed essendo persona di buon cuore s’interroga sui familiari dei collaborazionisti. Lasciarli vivi vor...