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Visualizzazione dei post con l'etichetta Fitzgerald

Piatti da romanzo. Quando Dickens, Fitzgerald e Salinger erano dei master chef.

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da Alice nel paese delle meraviglie Q uesto post sarà una leccornia per gli ossessivo-compulsivi, almeno per quelli che all’ossessione per la precisione, rispondono con la compulsione della simmetria, andando a replicare fedelmente un’immagine o una situazione che hanno visto, udito o assaporato, pur di esorcizzarla. Non sappiamo quale sia stata la molla che ha fatto scattare l’idea a Dinah Fried , f otografa, designer, art director e scrittrice statunitense , che per la sua graduation al Rhode Island School of Design, decise di replicare le ricette di alcuni romanzi che aveva amato. Da Alice nel paese delle meraviglie a Olver Twist, da Il grande Gatsby a Il giovane Holden, fino a romanzi contemporanei come Le correzioni di Jonathan Franzen. Ciò che unisce questi romanzi (e ha guidato la scelta di Dinah Fried) è la capacità descrittiva dei loro autori nell’offrire al lettore non solo la vista, ma l’emozione del cibo. Ma replicare per Dinah non ha voluto dire solo preparare le pi...

Il catalogo di Baricco.

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Qualche giorno fa avevo un appuntamento con un amico scrittore per confrontarci su un romanzo cui sto lavorando e, come d’abitudine, sono arrivato trafelato e poderosamente in anticipo. Per perdere, anzi per guadagnare qualche minuto, mi sono subito infilato in libreria . Cerco sempre di scegliere come luogo d’incontro con una persona un posto che abbia nel raggio di cento metri una libreria, così riesco a farci un salto ed è forse per questo che arrivo in anticipo agli appuntamenti. Entrato in libreria, mi sono messo a piluccare fra gli scaffali delle novità Feltrinelli, incontrando subito l’ultimo lavoro di Alessandro Baricco : Una certa idea di mondo [1] . Si tratta della raccolta degli articoli usciti su La Repubblica nel 2012 in cui lo scrittore ci presenta la propria idea di mondo attraverso i cinquanta libri che ha più amato negli ultimi dieci anni. Tendo a diffidare delle raccolte di articoli di scrittori trasformate dalle sapienti mani del marketing nel “nuovo libro di”...

L’illuminazione? Siamo pronti, ma che sia lenta e duratura.

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Cosa spinge un uomo ad iniziare a scrivere? Perché privarsi di tante sezioni della propria vita pur di  rielaborare alcuni spiragli di quella altrui? Necessità di esprimere se stessi, volontà di richiamare l’attenzione dei lettori su uno specifico tema, voglia di notorietà, di essere al centro dell’attenzione senza esporsi fisicamente, ma “soltanto” mentalmente. Tutte risposte possibili e in parte giuste, ma in tempi in cui l’illuminazione, la folgorazione e l’impegno artistico sono così rari, perché ad essi seguono sempre anni di duro lavoro, si deve tentare di fare di più. Un articolo di Pierluigi Battista , apparso su LaLettura lo scorso 20 maggio, dava una interpretazione molto interessante del successo di pubblico dell’ultimo salone del libro di Torino, successo che sembrerebbe  mal  sposarsi con il calo delle vendite in Italia e l’emorragia di lettori davanti al quale i dati Nielsen sul primo trimestre 2012 ci ha messo di fronte. Battista sostiene che non sia ...

Sogni o realtà? Parola a Jay Gatsby

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Non c’è lotta, anche se i sogni saranno di qualcun altro, diventeranno la nostra migliore realtà.  Parola di Jay Gatsby.  Un famoso linguista, filologo, critico letterario, nonché professore universitario di fama internazionale e per questo in Italia velocemente dimenticato, Salvatore Battaglia (fondatore del grande dizionario della lingua italiana della UTET), ha definito i romanzi di Elsa Morante splendide, ingombranti e irrinunciabili carrozze. A guardarle dal di fuori, possono spaventare il lettore moderno. Rumorose, scomode, apparentemente lente, prive di ammortizzatori emozionali, ma senza di esse che viaggio avventuroso sarebbe?  Mi perdonerà Battaglia se userò la sua idea per un altro autore che invece di carrozze costruiva splendide decapottabili, color crema e con i sedili in pelle verde, come quella che il suo personaggio più famoso, Jay Gatsby, sfoggiava nelle sue corse vietatissime  (per tutte tranne che per lui) fra i pilastri della sopraelevata ...