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Il milanese, lo scoglio e la macchinetta del caffè da uno: Napoli secondo Antonio Pascale

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Antonio Pascale è sul palco e inizia a raccontare . Un milanese è appena arrivato a Napoli e vestito di tutto punto, con il suo completo di cotone blu e la sua cravatta rossa a tinta unita, si concede un minuto di contemplazione del Castel dell’Ovo. In mare, poco distante dal castello, una barchetta a remi con il suo pescatore di rito lo aspetta. Per nulla indaffarato a cercare un pesce da tentare, il pescatore si è steso su un grande scoglio a prendere il sole in una giornata che il calendario insiste a dichiarar ottobre, ma Napoli accoglie come se fosse giugno. Il milanese non può resistere e si rivolge al pescatore. “Ehi, tu che fai lì senza far nulla?” E il pescatore, senza sottrarre il volto secco all’abbraccio del sole gli risponde: “Mi riposo.” Il milanese insorge, invitandolo a spingere a largo la sua barca e pescare, così da poter poi vendere il pesce al mercato e fare un po’ di soldi. Il pescatore si osserva la mano, mentre lambisce l’acqua sporca, eppure accogliente del gol...

Settembre: vacanze finite, ma non tutto è perduto, ci sono i festival letterari di Mantova e Pordenone

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Settembre. Le vacanze sono finite un po’ per tutti e c’è chi già conta sul calendar i giorni che lo separano dal primo ponte autunnale. Depressione da rientro, mal di testa, insoddisfazione: tenetele lontane insieme agli articoli che vi spiegano come superarle. Tutti tranne questo. Non serve passeggiare all’aria aperta, non serve trovare la giusta posizione sulla sedia ergonomica, non bastano le pause caffè (con cui non si deve esagerare) e non so davvero quanto mettere sul vostro desktop la foto della spiaggia dove eravate stesi fino a pochi giorni fa possa essere d’aiuto.  Lasciate perdere anche le centrifughe al ginseng e le tisane fredde che ho visto sorseggiare in giro (tisana fredda: orrore!), quello che vi serve per superare indenni questo settembre è un bel festival letterario . Avete bisogno di immergervi in una strana umanità di lettori rapaci, pronti a fare pazientemente la fila sotto il sole, immersi in un nugolo di zanzare, solo per prendere l’ultimo bigliett...

Il viaggio per pordenonelegge parte da lontano, comincia da un uovo e da una manciata di domande.

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Sull’ultimo numero de L’Espresso è apparsa la consueta bustina di Minerva di Umberto Eco, dedicata questa volta ai festival letterari e al loro successo crescente. Eco s’interroga sul motivo che porta “folle da stadio” (ipse dixit) a partecipare a lunghe maratone di parole, in cui scrittori, giornalisti, filosofi e registi si interrogano e ci interrogano sul significato di una storia, di un personaggio o di un semplice aggettivo. Una delle possibili risposte che Eco ci propone è l’inadeguatezza della socializzazione virtuale . La necessità della folla di cinguettanti e facebookanti unità a interfaccia umana di interagire dal vivo. Sarà vero? Come avrebbe fatto uno scienziato, sono partito dall’osservazione sul campo e nella notte di venerdì ho lasciato Roma e attraverso un frastagliatissimo network di treni, aerei e auto, sono arrivato a Pordenone per la quattordicesima edizione di pordenonelegge , festa del libro con gli autori . Mentre viaggiavo pensavo: ma cosa distinguerà que...