La seconda classe di Hoda Barakat a Chiasso/Letteraria
«Negli eventi di lingua italiana c’è
meno certezza di conoscere già le risposte».
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Hoda Barakat |
Parola di Hoda Barakat, scrittrice libanese che dopo un periodo di grande partecipazione a eventi e dibattiti sul mondo arabo e sulle sue presunte caratteristiche, ha deciso di diradare le sue apparizioni in pubblico, soprattutto negli eventi letterari che si rincorrono in questo periodo sul rapporto fra Europa e Islam nella sua seconda patria: la Francia.
In un’intervista con Stefano Montefiori
su La Lettura, Hoda Barakat, che ha
vissuto la guerra civile libanese e sui rapporti fra ragioni contrapposte ha
scritto molti dei suoi romanzi, ci dice che gli scrittori e gli intellettuali
francesi sembrano aver perso il loro ruolo. «I parigini che sono seduti ai
tavoli dei bar e hanno paura di essere le prossime vittime di un attentato
terroristico, come quello del 13 novembre scorso, hanno il diritto di aver
paura. Ma l’intellettuale dovrebbe avere un atteggiamento opposto, dovrebbe
ragionare con la testa e non con la pancia.»
La scrittrice libanese, ospite del festival Chiasso/Letteraria che si chiude proprio oggi in una Svizzera in cui tentare di essere neutrale su alcuni argomenti può sembrare più semplice, è convinta che nessuno voglia cercare davvero una possibile ragione a quello che sta accadendo nel mondo arabo e di conseguenza nel mondo occidentale. Bastano le motivazioni che ognuno si è preconfezionato, motivazioni cui si pretendono conferme continue dagli oratori dei festival letterari, ben vestite in aggettivazioni d’effetto e citazioni cui si fa fatica ad obiettare.
Ciononostante Hoda Barakat ha deciso di
partecipare a Chiasso/Letteraria, forse per il tema della rassegna: seconda classe, riferendosi sia alle
moltitudini di seconde classi che si stanno formando nel mondo (sempre più
distanti dalle prime classi, pronte a tutto per difendere i loro privilegi) sia
alla produzione letteraria di seconda classe. Quella che con viene definita ‘minore’
per genere o per autore che in essa si trova confinato. Chiasso/Letteraria propone al lettore di pensare al mondo come a
un’immensa seconda classe, in cui cercare il proprio posto e i propri
valori, anche se per trovarli bisogna mettere in discussione le verità che
portiamo infuse in noi. «Il cristiano pensa – continua Hoda Barakat – di essere
migliore degli altri perché è venuto a correggere il patrimonio ebraico, il
mussulmano perché ha corretto entrambi, l’ebreo pensa di essere migliore perché
è arrivato per primo. Tutti si ripiegano sulle loro convinzioni.»
Nel viaggio che i lettori compiranno nella seconda classe di questo festival, vedranno amplificate le disuguaglianze che li circondano ogni giorno, disuguaglianze che manifestandosi portano alla sfrontatezza aggressiva dei possessori dei biglietti di prima classe. Forse Hoda Barakat ha ragione quando dice che «siamo dei mutanti» e non sappiamo ancora dove ci porterà questa mutazione, ma soprattutto abbiamo paura di chiedercelo.
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