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Il prossimo "Uno contro Uno" - A voi la scelta

Gli imagisti 2.0 hanno fatto la loro scelta. La Signora Dalloway , della inarrivabile e iperanalitica Virginia Woolf, il primo libro candidato allo scontro del nostro "Uno contro Uno", non ha trovato detrattori così abili da convincere i sostenitori a cambiare idea. La maggioranza si è espressa e Clarissa diventa uno dei contendenti del primo "Uno contro Uno". Chi sarà il suo avversario? Vi ricordo che l'idea è di confrontarci su due testi che sono accumunati semplicemente dalla loro notorietà (in termini di diffusione, non ci addentriamo nel mondo della critica letteraria), cercando di dimostrare quale sia il "migliore". Per farlo potrete difendere o attaccare senza esclusioni di colpi tema, trama, personaggi, struttura e finanche incipit del testo prescelto, pur di dimostrare la nostra tesi. Unico requisito è aver letto il libro. Aspetto allora le vostre proposte.

Quando avevo undici anni

Cari imagisti, nell’attesa dei vostri successivi attacchi al nostro primo libro del progetto “Uno contro Uno”, volevo segnalarvi l’iniziativa di Undiciparole ( http://undiciparole.forumfree.it ), un forum dedicato alla scrittura che frequento e vi consiglio. Unidiciparole nasce dalla passione di alcuni scrittori che, alla ricerca di un luogo per confrontarsi e mettersi alla prova, hanno fondato un forum che sta contaminando e rigenerando la rete. Il progetto che vi voglio segnalare è intitolato “ Quando avevo undici anni ”. L’idea è di cimentarsi con i propri ricordi, raccontando l’Italia e i suoi cambiamenti, nella società e nelle famiglie, durante gli ultimi quattro decenni del secolo scorso. Ogni undici-paroliere (così si definiscono i frequentatori del forum), potrà raccontare la sua storia, ponendo le basi per un’antologia a tema. Forza allora, sono sicuro che nella vostra infanzia si nascondono aneddoti squisitamente surreali.

“Uno contro Uno”– La signora Dalloway di Virginia Woolf

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Eccoci, come promesso, davanti al primo libro del progetto “Uno contro Uno”. Per chi non avesse letto il precedente post, vi ricordo che l’idea è di scontrarci on line su un libro, scegliendo da che parte stare e poi difendere o attaccare senza esclusioni di colpi tema, trama, personaggi, struttura e finanche incipit del testo prescelto, pur di dimostrare la nostra tesi. Una volta concluso il confronto, se il libro si sarà dimostrato all’ altezza, si scontrerà con un altro testo in un dinamico “ Uno contro Uno ”. Il primo libro che avete scelto è La signora Dalloway di Viriginia Woolf. Per molti è un libro fondamentale, una nave scuola su cui affilare le armi dell’autoanalisi e del pensiero libero, per altri un’icona irraggiungibile, la prima e forse l’unica vera trasposizione su carta del contenuto della mente femminile, mirabilmente stratificato nell’apparente vuota e lunghissima giornata di Clarissa Dalloway, una ricca borghese nella Londra degli anni ’20. La signora Dalloway è u...

Uno contro Uno

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Vi è mai capitato di discutere accanitamente con un’altra persona su qualcosa che per voi rappresenta la perfezione, mentre per il vostro interlocutore è quanto di più insulso e disprezzabile? Per quanto tempo siete rimasti calmi, cercando di supportare le vostre tesi davanti ad un pubblico sprezzante e sordo, prima di scoppiare o cedere, abbandonando le armi avviliti o superbi? Penso alle eterne sfide del nostro tempo: Reality o Talent show, Pausini o Ferro, Balckberry o Iphone, Facebook o Twitter? Cosa dite? Ci sono scontri più importanti a cui assistere? Pienamente d’accordo. Per questo vi propongo un nuovo progetto: Uno contro uno . L’idea è di scontrarci on line su un libro, scegliendo da che parte stare e poi difendere o attaccare senza esclusioni di colpi tema, trama, personaggi, struttura e finanche incipit del testo prescelto, pur di dimostrare la nostra tesi. Unico requisito è aver letto il libro. Una volta concluso il confronto, se il libro si sarà dimostrato all’ altezza,...

Il rumore di chi non vuole fare rumore

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È arrivato il momento di conoscere un nuovo personaggio del nostro racconto. Ricordate? Parliamo dell’archettista. Dove aveva messo quel maledetto archetto? Possibile che avesse impiegato mesi per ritrovare un frammento abbastanza grande di legno serpente (il tipo di legno migliore per modellare un archetto) e poi lo avesse perso? Era impensabile. Inaccettabile. Lui era un artista, lui sognava, ascoltava e creava. Lui non perdeva e di certo non dimenticava. Eppure ora era lì, di fronte quella che una volta era la sua bottega e che ora si era trasformata in una chiassosa pasticceria, esempio classico della voracità dell’essere umano. Lui non sopportava quei luoghi. Locali affollati e rumorosi, dove si compravano beni superflui per rimpinzare il corpo a discapito dello spirito. Possibile che neanche un soffio della sua musica fosse rimasto a difendere la mente dall’attacco della gola? DLIN-DLON Il suono insulso di quella campanella lo avvisò che il suo corpo era stato più veloce delle su...

Viaggiatore o Turista, una sfida inutile?

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Spesso vi ho incitato a viaggiare, a girovagare per sentieri narrativi inesplorati, magari iniziando a seguire qualcuno di più esperto. Lo “scrittore sherpa”, a cui affidarsi da lettore impavido, meravigliandosi per la sua perizia, la scelta coraggiosa di una metafora, la privazione dagli aggettivi più comuni che ci infligge, scrutando curiosi la sua scelta, mettendola in discussione, per poi replicarla, osandone cambiare il disegno ma non l’obiettivo: la scoperta di una nuova via per comunicare. Tornando da un periodo vacanziero, in cui l’effettiva “vacanza”, ossia l’essere libero dal tempo sgarbato e frettoloso con cui spesso ci accompagniamo, sembra non compiersi mai appieno, rinasce sui giornali il blasonato dilemma fra l’essere Turista o Viaggiatore . Il primo costantemente annoiato, sgarbato, intollerante, così ansioso di vedere, immagazzinare, da non avere tempo di scoprire altro da se stesso. E il secondo, il Viaggiatore , lo spirito libero, che non prenota, non pianifica, non...

Cosa hanno in comune Virginia Woolf, Alexander Solženicyn e Jean Paul Sartre?

Negli ultimi giorni, pensando a come far continuare la nostra storia, mi sono trovato a coltivare l’idea di nuove relazioni fra questi tre grandi autori. Intanto hanno noi in comune. Non soltanto devoti lettori, ma anche scrittori che hanno costruito, anche su di loro, un’idea di racconto che non può accontentarsi. Penso che questi autori abbiano in sé, profondamente radicata, la volontà di cambiare e di quel cambiamento abbiano fatto, nello stile e nel tema, la loro patria, la loro riserva di sensi scomodi cui attingere per scuotere il mondo. Come cultori dell’ imago non possiamo però evitare di chiederci quale sia il limite fra volontà e possibilità. Quanto ci sarebbe oggi della Virginia scrittrice senza la Virginia generatrice di immaginazione? Senza la donna che era capace di creare nella sua mente milioni di alternative di vita per un personaggio, per sopperire all’insoddisfazione della sua. L’instancabile Clarissa le faceva crescere, cambiare, sbagliare e poi sparire, alla ricer...