Incontro Fabio Geda nella sua città, in piazza Borgo Dora a Torino. Siamo in un luogo molto speciale dell’antica capitale dei Savoia, è qui che centinaia di ragazzi e non solo affollano le aule della Scuola Holden di Alessandro Baricco per trovare il loro modo di fare scrittura. Ed è qui che Fabio mi aspetta appoggiato alla sua bicicletta nera. Mi ricorda subito Ercole, il quindicenne protagonista del suo ultimo romanzo Anime scalze (Einaudi) che, con la sua fedele bici nera, percorre chilometri per trovare se stesso. Iniziamo a camminare per Borgo Dora, dove il sabato si tiene uno dei mercati più grandi e suggestivi di Torino, e coraggiosamente ci fermiamo a bere una birra seduti all’aperto, mentre un vento, stupito di scoprirsi ancora minaccioso a fine aprile, ci danza intorno. Mi piacerebbe cominciare a parlare di Anime scalze , proprio da Ercole, un ragazzo nato in una famiglia complicata , con una madre che ha abbandonato i suoi figli e un padre che è rimasto con...
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