Come spiare la vita degli altri con Periscope (e Twitter ride)

Start up della Silicon Valley, Periscope è stata acquistata da Twitter per 100 milioni di dollari lo scorso marzo per farne strumento evolutivo della sua immensa community, oltre che per frenare la crescita di Meerkat, application concorrente che offre lo stesso servizio di video streaming garantito da Periscope. Il vantaggio competitivo di Periscope è l’integrazione del sistema di streaming con Twitter e la possibilità quindi di far connettere tutti i propri follower alla diretta che si sta per organizzare.
La stampa di settore ha parlato di rivoluzione delle modalità di comunicazione e forse si esagera, ma è certo che da oggi i video e le foto condivisi sulle piattaforme You-Tube e Instagram non daranno più la stessa sensazione all’utente. Certo, continueremo a usarle, accedendo a ciò che il nostro contatto su FB o Twitter ha deciso di condividere con noi, ma non saremo esattamente con lui nel momento in cui ha ripreso quel contenuto, per vedere e provare ciò che lui ha provato esattamente quando l’ha provato. Non sarà più importante quanti vedranno il nostro video dopo averlo postato, ma quanti lo avranno gradito mentre lo stavamo trasmettendo.

Altro che stream of consciousness e romanzo psicologico, in cui si poteva osservare, grazie alla mediazione dello scrittore, il pensiero del personaggio prima di trasformarsi in azione, qui è il personaggio a diventare scrittore, agendo ancora prima di aver pensato al perché di quell’azione. Avrebbero avuto qualche problema di adattamento persino James Joyce e Virginia Woolf, trovandosi di fronte a un presente pressoché infinito che assorbe tutte le altre dimensioni e non necessità di una riflessione su cui ipotizzare il futuro. Spiare la vita degli altri, così come entrare negli occhi e nella mente altrui è possibile con Periscope, ma una bacchetta magica potentissima non fa automaticamente un grande mago. Harry Potter insegna.
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